INTRODUZIONE
Comune di Guardialfiera
Provincia di Campobasso
Regione Molise
CAP 86030
Abitanti 1.200
Altitudine 280 m. s/lm
Superficie 41 Kmq

CENNI STORICI
Al tempo del dominio dei longobardi il paese apparteneva alla Contea di Larino ed appartenne agli Adalferii; le notizie sono incerte fino alla dominazione angioina (in precedenza probabilmente il paese era appartenuto alla Contea di Loritello) quando il feudo venne concesso alla famiglia di Soliaco, che tenne Guardialfiera fino al 1350, anno in cui la regina Giovanna I espropriò tutti i possedimenti ad Ugolino. Fino al 1381 Guardialfiera appartenne alla Contea di Montagano, per poi passare alla regina Margherita, moglie del nuovo re Carlo III di Durazzano; questa dovette vendere il feudo alla famiglia Marzano per motivi economici. Nel 1550, dopo un periodo di cui non ci sono giunte notizie, al potere vi era Vincenzo de Capoa, il quale vendette il feudo a Domenico De Blasiis, la cui famiglia regnò fino al 1636, quando, estintasi questa, il paese passò al demanio. I successori dei De Blasiis furono i Ferri, signori di Lupara, che comprarono il feudo sotto il governo di Giuseppe; morto Mario, che aveva ereditato il feudo nel 1649, senza lasciare eredi, Lupara e gli altri feudi dei De Blasiis, tra cui Guardialfiera, furono donati a Serafino Biscardi. L’ultimo membro della famiglia Biscardi a regnare fu la contessa Laura, alla cui morte il comando di Lupara e di Guardialfiera passò a suo figlio Alessandro Marcello Pignone del Carretto, figlio concepito con Carlo Pignone del Carretto. Nel 1793 Alessandro vendette il feudo a Costantino Lamaitre, che lo acquistò per un’ingente somma solo per ottenere il titolo di marchese. Egli fu esiliato nel 1795 per essere sospettato di portare stimoli rivoluzionari e riuscì a ritornare solo nel 1803, ma perdendo ogni carica politica.

INFORMAZIONI DI PARTICOLARE RILEVANZA
Cattedrale di Santa Maria Assunta – IX Secolo, di stile attuale romanico rinascimentale. Conci e bassorilievi, in particolare longobardi, disseminati in tutti i paramenti murari.
Porta Santa con annesse indulgenze Plenarie Perpetue toties quoties.
Cripta altomedioevale.
Casa Natale dello scrittore Francesco Jovine.
Borgo Medioevale innovato d’antico.
Portali, piedritti, chiavi di volta, in intensa successione, lungo Corso Umberto.
Lago di Guardialfiera – Pesca; traversate a nuoto; regate veliche con derive desurf e skif da canottaggio. Raduni periodici nazionali di sport nautico. E’ attrezzato di pontile d’attracco, rimessaggio barche, punto di ristoro.
Bosco San Nazario e San Martino.

AMBIENTE
Stazione climatica, per microclima adatto alla cura dell’asma bronchiale e della dispnea respiratoria.
Fauna terrestre: Airone cinerino; Germano reale; Svasso maggiore; Donnola; Volpe.
Fauna acquatica: Balbo; Cavedano; Carpa; Luccio; rare trote.
Flora: Pioppo Bianco e Nero; Farnia; Olmo Campestre; Frassino; Ontano Nero; Terebinto arbusto; Quercia; Pino; Erbe medicinali mediterranee.
Corsi d’Acqua: Fiume Biferno; Torrente Cervaro.
Lago di Guardialfiera (Bacino Artificiale. Capacità massima 173 milioni di mc. d’acqua).
Montagne: “Serra Guardiola” – alt. 669 m. s/lm
Parchi: Area attrezzata nel Bosco San Nazario, visioni stupende, rifugio, (panche, picnic), Giochi (altalene, scivoli, sospensioni, labirinti, campo di calcetto). Bosco di cerri, aceri, querce.

IL PARCO LETTERARIO “FRANCESCO JOVINE”
Oasi di antica Storia; tempo e luogo del racconto, immaginazione e realtà. Monumenti, campagna, persone, fiumi, cibi, tramonti, sapienze e mestieri antichi. Angoli e percorsi di Guardialfiera, cantati dall’autore, in un vademecum ed in una realtà innovativa capace di valorizzare la ricchezza dell’immagine, in sorgenti di imprenditorialità e di occupazione giovanile.

FESTIVITA’ LOCALI E ATTIVITA’ TURISTICHE
5 gennaio - ”La Pasquetta” filastrocche sacre e beneagurali suonate e cantate per strada e sull’uscio di familiari ed amici nel paese.
6 gennaio - Epifania, figurazione dei Magi: il cammino, la ricerca, il loro arrivo, per l’ultima rappresentazione del “Presepe Vivente” nel Borgo Antico.
La domenica più vicina al 19 marzo – Solennità di San Giuseppe. La carità, il cibo dei poveri, il culto dell’ospitalità. Personificazione della Santa Famiglia e la mensa fraterna.
1 maggio – San Giuseppe Operaio. Rinnovazione del Convivio.
1 e 2 giugno – Festa del Santo Patrono San Gaudenzio Martire. Sfilata di Cortei Storici. La “Porta Santa” ed il lucro delle indulgenze Plenarie Perpetue.
12 e 13 agosto – Festività della B.V. Addolorata e di S.Antonio da Padova. Attrazioni e serate in musica.
15 agosto – Solennità di Maria SS.ma Assunta. Suggestiva fiaccolata notturna dalla chiesetta rupestre, verso la Cattedrale.
Venerdì vicino al 10 settembre – Decorazione dell’abitato con festoni e luminarie, miniature di aerei, barche, stelle e palloncini colorati, sospesi da un balcone all’altro delle strade. Solenne processione serale con la tela artistica opera di Arnaldo de Liscio, raffigurante quell’intervento divino da parte della B.V. del Carmine.
25 dicembre – Cori Polifonici Santo Natale, e nel pomeriggio di tutti i giorni festivi, fino all’Epifania: allestimento del Presepe Vivente nel bijou delizioso medioevale di “Piedicastello”.

MERCATI E FIERE
Mercato: mercoledì di ogni settimana
Fiere: Prima domenica di marzo; 31 maggio e 11 agosto

MEZZI PUBBLICI
Servizi di autolinee collegamenti ogni ora per Campobasso e Termoli; doppia corsa quotidiana per Pescara e Napoli; giornaliera per Roma.

ARTE
La chiesa di Santa Maria Assunta è il monumento più importante del paese e si erge su di una roccia che lo sovrasta. L’edificio fu più volte ricostruito a causa dell’incendio del 1130 e del terremoto del 1456, tanto che oggi è difficile stabilire l’anno di costruzione a causa della varietà degli elementi che si riscontra in essa. Le mura esterne sono costituite di conci datati raffiguranti scene di uomini e di animali, tra i quali quello rappresentante l’agnello crucifero posto sul retro della costruzione, risale al XII secolo. Sulla fiancata destra si trova un portale gotico del XIII secolo murato con una lastra rappresentante una scena di caccia e circondato da ornamenti che raffigurano motivi vegetali, oltre che animali ed umani. La chiesa è di forma quadrangolare, caratterizzata da volte a crociera, e ad essa si accede oltre che tramite una normale entrata posta nella facciata anteriore, anche per una botola che collega la zona presbiterale alla cripta. All’interno, composto da una sola navata, contiene il battistero e le decorazioni del soffitto realizzate nel 1533 e delle sculture gotiche; inoltre nella chiesa sono conservate le reliquie di San Gaudenzio, santo patrono di Guardialfiera.
Alto rilievo bronzeo di Rita Macchiagodena, ispirata alla figura ed alle speranze di F. Jovine, posto nella villetta comunale.
Monumento in lega, rivestito di vetro-resina a Padre Pio, in Piazza A. Moro.
Grande Mural, ideato e realizzato da Natale de Grandis. Immagnifica in un mosaico di maioliche colorate monocotte, sul muraglione di sostegno ai giardini pubblici.

FIGURE STORICHE
Carlo Romeo – giurista, poeta e martire della libertà, nato nel 1743 ed impiccato a Napoli, in Piazza Mercato, nella rivoluzione partenopea del 1799.
Francesco Jovine - educatore e romanziere nato il 9 ottobre 1902, morto a Roma il 30 aprile 1950.

CULTURA
Antichità: Vetusto Ponte romano sul Biferno, detto anche di Annibale, ora sommerso dalle acque del Lago.
Museo Civico Permanente della Pietra, nel Palazzo della Città.
Archivio tematico e scientifico – Centro Studi Molise 2000. Collane molisistiche.
Biblioteca joviniana (Comune).
nel corso dell’anno: mostre celebrative e d’arte; culturali, didattiche, illustrative.
Convegni, Presentazioni di opere letterarie, Forum.
Teatro di prosa e dialettale – Concerti.

ARTIGIANATO E INDUSTRIA
Estrazione e lavorazione industriale, artigianale ed artistica della pietra locale (Pietra noce – Occhio di Tigre); lavorazione artigianale ed artistica del ferro; manifattura di vimini.

SPECIALITA’ GASTRONOMICHE
Misischia di Guardialfiera, carne di pecora tagliata a pezzi, lavata, velata di sale e condita con aglio, origano, finocchio, prezzemolo e peperoncino in polvere, meglio se piccante. La carne è posta così in recipiente di legno (la secchia) e lasciata rassodare per un paio d’ore. Trasferita in apposite teglie, viene cucinata nel forno a legna, ben caldo per circa due ore.
Pasta con la mollica, bucatini lessi, conditi con mollica, grattugiata da pane raffermo, preventivamente insaporita con pepe ed olio d’oliva, ed appena passata a gratinare. Una volta cosparsa la pasta di tanta mollica, irrorare il “sugo” ottenuto da olio soffritto con uno spicchio di cipolla e ad un tocchetto di baccalà.

PRODOTTI TIPICI
soppressata
salsiccie
ventricina
capocollo
pancetta
prosciutto
formaggio pecorino delle “Macchie” e di collina.